Riparte l’extralberghiero in Liguria. Vernazzani: “Ok la riapertura ma non sappiamo come e nemmeno per chi”

Riparte l’extralberghiero in Liguria. Vernazzani: “Ok la riapertura ma non sappiamo come e nemmeno per chi”

Da oggi, sul territorio regionale ligure, è consentita la riapertura anche di tutto il comparto extralberghiero. Affittacamere, bed & breakfast e case vacanze potranno quindi iniziare finalmente a operare. «Ma a quali condizioni? E per chi?». Sono gli interrogativi che si pone Riccardo Vernazzani, presidente extralberghiero Confcommercio Imprese per l’Italia La Spezia. «Possiamo riaprire e questo è un bene ma ci sono troppi punti interrogativi – ha commentato – Innanzitutto mi domando per chi siamo aperti, visto che al momento gli spostamenti sono consentiti solo all’interno della propria Regione e con obbligo di fare ritorno a casa entro le 22».

«Ma l’aspetto più grave – prosegue Vernazzani – è che apriamo e non sappiamo come. Non abbiamo ricevuto nessun tipo di direttiva per come poter riaprire in sicurezza. Sicurezza nostra, dei dipendenti e degli ospiti. È vero che noi lavoriamo con scrupolo ma non avere una linea guida inerente al come effettuare l’accoglienza degli ospiti, nonché la pulizia e sanificazione dei locali è assurdo. Ci sono tante proposte e indicazioni che circolano ma manca un documento fatto da un ente governativo che ci dica precisamente cosa dobbiamo fare. Ci tengo inoltre a ricordare che noi come imprenditori abbiamo una responsabilità penale verso i nostri clienti, verso i dipendenti e verso i fornitori che vengono in azienda. Non possiamo autodisciplinarci e appellarci al nostro buon senso. Servono direttive per capire come operare. E aggiungo inoltre che le linee guida devono essere attuabili e non condizioni impossibili da applicare altrimenti è inutile stare aperti con tutto quello che ne consegue sull’economia e sull’occupazione. Noi operatori del turismo, settore trainante per l’intera economia del Paese (13% del Pil e 4,5 milioni di addetti + l’indotto) ci attendiamo dal Governo Centrale adeguati contributi a fondo perduto e gli strumenti che permettano la rimodulazione tributaria per tutti i livelli di imposizione (statale, regionale e locale), al fine di permettere la sopravvivenza del comparto», ha concluso.

 

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