“Gli aiuti non sono arrivati e il 18 maggio molte aziende riapriranno senza aver ricevuto le linee guida”

“Gli aiuti non sono arrivati e il 18 maggio molte aziende riapriranno senza aver ricevuto le linee guida”

Sono mancati gli aiuti alle imprese e inoltre lunedì 18 maggio molte attività riapriranno senza conoscere ancora le linee guida. È emersa delusione e preoccupazione durante la conferenza stampa che si è svolta oggi via webinar, organizzata dalla Confcommercio spezzina. Alla videoconferenza sono intervenuti Gianfranco Bianchi, presidente Confcommercio Imprese per l’Italia, il direttore Roberto Martini e Roberto Corsini, responsabile sicurezza dell’associazione.

«Il Governo avrebbe dovuto riconoscere alle imprese i danni causati da queste chiusure – ha detto il presidente Gianfranco Bianchi -. Le chiusure ovviamente sono state necessarie ma il Governo avrebbe comunque dovuto aiutare tutti coloro che sono stati obbligati a tener chiusa la propria attività per oltre due mesi. Ma gli aiuti non sono arrivati. Siamo fortemente delusi perché anche l’ultimo dpcm di cui se ne conosce a larghe linee qualche traccia conferma che l’Italia è stato l’unico paese che ha invertito l’ordine dei fattori: gli altri paesi hanno iniziato a dare aiuti a fondo perduto immediatamente, dando modo alle imprese di avere subito liquidità per far fronte alle spese. In un secondo tempo sono ricorsi ai finanziamenti garantiti al cento per cento dai loro paesi e in terza analisi sono intervenute anche le misure regionali. Noi abbiamo fatto l’opposto: prima lo Stato ha erogato un finanziamento, costringendo quindi le imprese a indebitarsi. E tra l’altro in pochissimi lo hanno ricevuto. È stato poi annunciato il fondo regionale, al quale però le imprese non hanno attinto in quando sembrava dovesse uscire il decreto di aprile, contenente gli aiuti a fondo perduto, che invece a oggi non è ancora uscito. La gente ha quindi aspettato nella speranza di poter ottenere questo aiuto di cui invece ancora non c’è traccia. Se ne conosce a grandi  linee la connotazione e sappiamo essere briciole rispetto quanto è stato perso in questi mesi di chiusura. È stato detto ‘nessuno sarà lasciato indietro’. Ma qui tutti sono stati lasciati indietro. Ci sentiamo presi in giro e siamo arrabbiatissimi perché tantissime famiglie che reggevano la propria vita sulle loro piccole attività rimarranno fortemente deluse e questo è il dato sociale più importante. Questo autunno conteremo i morti dall’economia che saranno altrettanto degni di nota e attenzione dei morti per il coronavirus».

«Oggi è il 12 maggio e lunedì 18 molte aziende riapriranno – ha detto il direttore Roberto Martini -. A pochissimi giorni dall’attesa riapertura le aziende non conoscono né le linee guida né se e quali sostegni economici verranno erogati. In questi mesi c’è stato un susseguirsi di informazioni sporadiche senza che mai si avesse la conferma di ciò che si stesse dicendo. Le promesse non sono state mantenute e a metà maggio non si è ancora visto nessun decreto. Nessuno doveva essere lasciato indietro e invece molte aziende moriranno. Dire che la misura è colma è poco. Speriamo quanto prima aprano i confini regionali in modo che possiamo andare a Roma a farci sentire», ha concluso.

Per il momento non possiamo fare altro che aspettare – ha detto il responsabile sicurezza Roberto Corsini – Le linee guida dell’Inail non sono ancora state pubblicate. Queste direttive dovranno dare indicazioni proprio per queste aziende per le quali è prevista la ripartenza lunedì 18. Attualmente ci troviamo in grande difficoltà perché non abbiamo questi riferimenti normativi da poter diffondere. Presumibilmente le aziende riceveranno queste linee e guida a pochissime ore prima del via libera alla riapertura. Questo tempo non è sufficiente. Questa avrebbe dovuto essere un’apertura ragionata e programmata per poter garantire tutte le condizioni di sicurezza in modo da riaprire in piena sicurezza. In questo modo si rischia di dover fare le cose di fretta e quindi avere conseguenze che ci auguriamo non si verifichino, come un nuovo aumento dei contagi», ha concluso.

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